In mezzo alle montagne della zona di Alpago, si trova un museo, o meglio una casa-museo che ospitò un nobile, condannato a morte ad Alessandria d’Egitto per le sue pratiche alchemiche, che trovò rifugio proprio qui. A Valdenogher di Tambre. La casa è conservata molto bene, risultato di un enorme restauro realizzato con la collaborazione dell’Associazione Alpago Storia Natura. Purtroppo a causa del suo passato travagliato, non sono rimaste molte informazioni. Infatti, la famiglia di contadini che traslocò in questa casa, spinta dall’ignoranza e dalla paura, pensarono che i numerosi libri e manoscritti alchemici fossero atti di stregoneria e bruciarono il prezioso materiale. Non mancano però i particolari; come le pareti annerite all’interno. Questa casa infatti non possedeva camini e utilizzava, invece, un sistema di aerazione piuttosto sofisticato per il tempo, d’altronde, gli alchimisti avevano un’ampia conoscenza delle varie scienze. L’abitazione è divisa in tre piani principali; il Nigredo, simboleggiato da un corvo, dal colore appunto, nero. Questa è la prima fase dell’opera alchemica che rappresenta putrefazione e decomposizione.
Poi si prosegue, salendo le anguste scale, all’Albedo, simboleggiato da un cigno bianco, in latino significato di bianchezza. In questa fase si rappresenta la purificazione che lascia lo stato decomposto e putrefatto del Nigredo. Infine si arriva al terzo piano, passando su scale più comode e moderne lasciate dalla restaurazione. Qui si giunge al Rubedo, la perfezione alchemica. Questa fase, infatti, culmina con la creazione della pietra filosofale e la conversione dei metalli vili in oro.
Si sa, gli alchimisti leggevano quantità spropositate di libri, è dunque immaginabile l’enormità di segnalibri che si infilavano tra quelle pagine misteriose. E da noi li trovi ancora nella Alchemy Collection su Half Sign nello shop, sopravvissuti alle inquisizioni della Chiesa. Dei segnalibri pronti per raggiungere il Rubedo.
Ciao e alla prossima,
da una pozione di nome Half Sign.